Domande dal pubblico durante il convegno: come raccoglierle senza microfoni che passano di mano

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Separa la raccolta delle domande dalla scelta: pubblico dal telefono, regia che seleziona, voto per le priorità e vista pulita per il relatore.

Perché raccogliere le domande dal pubblico è più difficile di quanto sembri

In un convegno il momento delle domande sembra la parte più semplice: il relatore finisce, il moderatore invita la sala a intervenire e qualcuno alza la mano. In pratica succede quasi sempre lo stesso. Un microfono passa di mano in mano, ci vuole tempo per arrivare in fondo alla sala, parlano le persone più a loro agio e chi ha una domanda ma non vuole alzare la mano resta in silenzio. Quando il tempo finisce, la domanda più interessante è spesso quella che non è stata fatta.

A complicare le cose c'è il moderatore, che deve fare tre lavori insieme: ascoltare la domanda, valutarla e decidere se girarla al relatore. Se in più deve occuparsi del microfono, il ritmo della sessione si perde.

Il Q&A funziona meglio quando raccogliere le domande e scegliere quali portare sul palco sono due momenti separati.

Raccogliere le domande dal telefono: che cosa serve perché il pubblico lo usi

L'idea di base è semplice: ognuno scrive la propria domanda dal telefono mentre ascolta, senza aspettare il proprio turno. Perché funzioni davvero, però, entrare nello strumento deve richiedere pochi secondi. Con askMe il partecipante inquadra un QR code o apre un link, senza scaricare alcuna app e senza creare un account complicato. L'accesso può essere configurato con un semplice nickname oppure con email e nickname, a seconda di ciò che serve all'organizzazione.

Il vantaggio non è solo pratico. Scrivere dal telefono permette di intervenire anche a chi non se la sente di parlare davanti a una sala piena, e di farlo nel momento in cui la domanda nasce, non venti minuti dopo. È lo stesso principio che sta dietro agli strumenti per coinvolgere il pubblico dal vivo, di cui abbiamo parlato in La sala si distrae? Gli strumenti per coinvolgere il pubblico di un evento dal vivo e in Engagement eventi: gli strumenti più richiesti.

Il ruolo della regia: scegliere prima che le domande arrivino in sala

Una chat aperta mostra ogni messaggio appena arriva: domande ripetute, battute, contenuti fuori tema. Un Q&A fatto bene ha invece una regia, cioè una persona o un piccolo gruppo che legge ogni domanda prima che raggiunga la sala. In askMe le domande non vengono pubblicate in automatico: la regia decide se approvarla, eliminarla, inviarla al relatore o mostrarla sul maxischermo.

Questo non è censura, è ordine. Se arrivano dieci domande sullo stesso tema, la regia può scegliere la più chiara e tenere le altre come riferimento, così il relatore non riceve dieci volte lo stesso argomento. Può anche impostare parole non ammesse, per ridurre il rischio di contenuti inadatti al contesto. Il consiglio, valido con qualsiasi strumento, è affidare questo ruolo a una persona dedicata: non può essere chi sta già moderando sul palco.

Far emergere le domande che interessano a tutti

Quando le domande sono molte, il rischio è rispondere alle prime arrivate e non alle più sentite. Per questo conviene far votare dal pubblico le domande approvate: quelle che raccolgono più voti indicano da dove partire, e il moderatore ha un criterio condiviso per scegliere. Il voto rende la sessione più democratica, perché la priorità non dipende da chi riesce a prendere il microfono per primo.

Un meccanismo di partecipazione simile, applicato al gioco e al networking, è raccontato in Gamification per eventi: come coinvolgere pubblico e networking.

Il momento della risposta: relatore e sala sulla stessa domanda

Resta un ultimo passaggio, spesso trascurato: far arrivare la domanda al relatore in modo leggibile. In askMe il relatore usa una vista dedicata per tablet o iPad, che mostra soltanto le domande selezionate dalla regia, con il testo in evidenza, il nickname, i voti e la sessione di riferimento. Niente chat da inseguire, niente schermate piene di messaggi.

Quando serve, la regia manda la domanda anche sul maxischermo, su un LED wall o in proiezione, con la coda delle domande successive. In questo modo tutta la sala segue la stessa domanda nello stesso momento, il relatore risponde con più calma e il pubblico capisce a che punto si è.

Come organizzare una sessione di domande, passo per passo

  1. Decidi tempi e sessioni. Quanti minuti dedicare alle domande in ogni intervento e se serve una sessione per ogni relatore o panel. Con più relatori conviene creare sessioni distinte, così ogni domanda arriva alla persona giusta.
  2. Scegli chi sta in regia. Una persona dedicata, che conosce il programma e può approvare o scartare le domande.
  3. Mostra il QR code al momento giusto. Sulle slide e sul maxischermo, all'inizio dell'intervento e non solo alla fine, così le domande si raccolgono mentre nascono.
  4. Stabilisci le regole. Come trattare i duplicati, quali parole non ammettere e quante domande portare al relatore.
  5. Fai una prova con il relatore. Pochi minuti prima della sessione, per verificare la vista sul tablet e la lettura sul maxischermo.

Che cosa fare con le domande dopo la sessione

Finita la sessione, le domande non sono più solo un momento di dialogo: sono la traccia di ciò che interessava davvero al pubblico. Domande e voti ricevuti possono diventare un report, uno spunto per i contenuti dei relatori e degli sponsor o un'occasione di follow-up con chi ha partecipato. È un valore che un microfono passato di mano non lascia: dopo, di quello che è stato chiesto, non resta nulla.

Quando basta una chat e quando serve una regia

Per un incontro piccolo, con pochi interventi e una sala raccolta, una chat condivisa o un semplice modulo possono bastare. La situazione cambia nei congressi, nelle convention e nei meeting con più relatori, dove le domande sono molte e il tempo poco: lì un flusso ordinato, con selezione, voto e vista per il relatore, fa la differenza. Se il Q&A fa parte di una web app più ampia per l'evento, può convivere con agenda, networking e sondaggi, ad esempio con eventMe e pollMe.

Prima della sessione di domande

Controlla questi sei punti

Una persona dedicata alla regia, non il moderatore che sta sul palco.

QR code e link visibili su slide e maxischermo per tutta la durata dell'intervento.

Regole su duplicati e parole non ammesse decise prima dell'inizio.

Vista del relatore provata sul tablet che userà.

Maxischermo o LED wall verificato per la lettura da lontano.

Sessioni create per ogni relatore o panel.

Domande frequenti

 

Il pubblico deve installare un'app?

No. I partecipanti accedono dal browser tramite QR code o link dell'evento, senza scaricare nulla.

Le domande vengono pubblicate automaticamente?

No. Ogni domanda passa prima dalla regia, che decide se approvarla, eliminarla, inviarla al relatore o mandarla live.

Serve una persona in regia durante l'evento?

È consigliato. askMe dà il meglio quando una persona segue la moderazione live, sceglie le domande e coordina relatore e maxischermo.

Si possono gestire più sessioni di domande?

Sì. La regia può creare più sessioni e indirizzare le domande verso il relatore o la sessione corretta.


Hai un convegno con tanti interventi?

Scopri come askMe porta le domande dalla platea al palco con una regia che le seleziona, le ordina e le mostra al momento giusto.

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Dall’approfondimento al progetto: scopri le soluzioni legate a questo articolo.

Fabrizio Visconti
Accredito eventi e dinamiche di engagement

Fabrizio Visconti

Sviluppatore web e mobile in I.T.S. Planet. Nei suoi articoli Focus On approfondisce l’operatività al desk e la partecipazione del pubblico: check-in con QR code e spunta nominativa, raccolta firme e consensi, sondaggi live, domande dalla platea e social wall.

Competenze: Accredito eventi, QR code e spunta nominativa, Firme e consensi, Engagement del pubblico, Sondaggi live e Q&A, Social wall.

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